Regime nel Belpaese

Regime nel Belpaese

di Gianni Lannes

La legge non è uguale per tutti, almeno in Italia. Nella maggioranza governativa scorazzano mafiosi, piduisti, razzisti e analfabeti di ritorno. Berlusconi e Bossi docet: vero Dell’Utri? La scarsa informazione ancora libera rischia l’imbavagliamento o in alternativa le manette da un momento all’altro. E i cittadini? Sonnecchiano, imbambolati dal consumismo. Non possiamo criticare civilmente le alte cariche dello Stato; loro, almeno alcuni “minus habens” possono insultarci a piacimento senza alcuna conseguenza penale. Non abbiamo diritto a scegliere liberamente il nostro rappresentante in Parlamento e siamo trattati alla stregua di un branco di ebeti ai quali si chiede di apporre semplicemente una x sui prescelti dai boiardi di turno. Non abbiamo diritto ad un lavoro in condizioni di sicurezza e con contribuzioni dignitose. Dobbiamo pagare energia ed acqua a prezzi da usura e siamo obbligati a finanziare con il famigerato contributo involontario “Cip 6” inceneritori di rifiuti, ovvero cancrovalorizzatori e con essi malattie e morte certa. Non possiamo opporci a che discariche nocive ammorbino l’ambiente in cui crescere i nostri figli. Ed ora è di nuovo il turno – stabilito a tavolino dai soliti prenditori – di pericolose ed inutili centrali nucleari. Il tutto condito, pardon, coperto dal segreto di Stato (decreto promulgato il 1 maggio 2008: grazie Prodi!). I nostri risparmi e con essi il nostro futuro, la nostra casa, la nostra (futura) pensione sono alla mercè di speculatori senza scrupoli, “in primis” le banche, usuraie legalizzate. Non siamo neppure liberi di affrontare con dignità e senza dolore la morte – grazie anche alle continue ingerenze affaristiche del Vaticano (vero “Natzinger”?) – quando ormai essa è ormai certa e inevitabile. Qual è la differenza tra il nostro Stato e un regime dittatoriale? Paolo Borsellino – un magistrato integerrimo assassinato dalla mafia di Stato – ci ha insegnato che non bisogna cedere al ricatto dei poteri forti, qualunque colore essi abbiano, dietro qualunque colore si nascondano. E’ il tempo di una nuova Resistenza.

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