Ieri, giovedi 23 luglio, alcuni malintenzionati hanno pedinato per tutta la giornata il direttore di Terra Nostra. I freni della sua auto sono stati sabotati nottetempo da ignoti. Perché? Cos’è in gioco? Si resta in attesa di un’esecuzione per poi strapparsi i capelli? E’ in palio la qualità della vità di ognuno di noi e soprattutto dei nostri figli! E’ in discussione la democrazia e la libertà di espressione del libero pensiero. E’ a rischio l’economia agricola del Mezzogiorno. Quali potrebbero essere i moventi alla base delle intimidazioni di morte, soltanto a voler considerare lo spazio temporale degli ultimi 12 mesi? Proviamo ad elencare quelli più verosimili legati al lavoro del direttore. Dunque: 1) Ecomafie (inchieste per il quotidiano La Stampa, ottobre 2008); 2) Immigrati desaparecidos (La Stampa, novembre 2008); 3) Nato: colpito e affondato (La Stampa, 4 novembre 2008); 5) Eni: crimini ambientali (inchiesta in corso); 6) Terremoto in Abruzzo (La Stampa e L’unità , aprile 2009); 7) Perforazioni idrocarburi in Adriatico (La Stampa, autunno 2008); 8 ) Mafie di Stato (Terra Nostra, giugno 2009); 9) Inceneritori in Puglia (Terra Nostra, giugno-luglio 2009). 10) Nato: genocidi umanitari (inchiesta in corso). 11) Echelon: il grande fratello militare (inchiesta in corso). Berlusconi e Maroni quando risponderanno all’interrogazione di Orlando? Quale sarà il passo successivo: l’omicidio esemplare? Gianni Lannes non è un eroe e non intende suicidarsi ma semplicemente portare a termine il suo lavoro. L’ultima scoperta giornalistica è legata agli affari che Cosa Nostra e le multinazionali di Stato stanno intrecciando in Puglia. Un’idea non si può ammazzare poiché seguiterà a camminare con le gambe di tanti. A proposito: la società civile giace ancora in letargo o è in vacanza?
Nuovo attentato al direttore di Terra Nostra
– 24 luglio 2009Archiviato in: Documenti















Cosa stiamo aspettando ancora? forse l’irreparabile? alziamo la voce non uno ad uno. far finta di non sentire uno è facile, molti è impossibile.
la protezione a Gianni la dobbiamo cercare noi! se fanno finta di niente è colpa nostra, colpa mia. se sto qui solo ad indignarmi comodamente seduta in poltrona non ho il diritto di lamentarmi!
scendiamo in piazza. io sono lontana dalla Puglia sono siciliana, la mia terra è avvezza a sprecare lacrime sui figli migliori. voi non fate lo stesso…
stefania scarpulla
Ho ricevuto da una collaboratrice di Terra Nostra il seguente messaggio che volentieri pubblico. Grazie!
Mi unisco a Isa e Fabio, sono Maria Lucia Tummolo , faccio parte della redazione e le ombre non fanno per me.Il popolo degli omertosi camuffati da indifferenti è già troppo nutrito, purtroppo. Non ci vuole coraggio per quello che facciamo, ma la capacità di indignarsi dinanzi alla logica delirante del ”profitto prima di tutto”, anche prima della vita. Ciao Gianni
sono Anita Capacchione, faccio parte della redazione anche io e non me la sento di rimanere all’ombra a causa delle minaccie al nostro direttore….resta il fatto che il gesto del nostro direttore di oscurare i nostri nomi è nobile cosi come i suoi ideali e le sue motivazioni, abbiamo ancora dell’orgoglio in noi e continueremo per la nostra strada!!!
Assurdo che non si intervenga con provvedimanti di tutela.
Sono indignato per le minacce di morte e gli attentati rivolti al nostro direttore Gianni Lannes.
È stato deciso di oscurare i nomi degli appartenenti alla redazione del giornale per motivi di sicurezza; rispetto la decisione presa ma in quanto componente della redazione ci tengo a chiarire che fino a quando farò parte del giornale Terra Nostra voglio che il mio nome e cognome resti accanto a quello del direttore. Continuerò il mio attivismo con o senza minacce, da solo o con chi mi vorrà seguire.
In fede
Fabio Tenace
APRICENA
Condivido in pieno quanto detto da Fabio, in questo momento dobbiamo essere uniti e continuare il nostro attivismo.Io non abbandono il mio direttore!!
Isa Antonacci
Condividiamo lo stesso impegno e le stesse speranze. Perciò inviamo la nostra solidarietà a Gianni Lannes e alla redazione di Italiaterranostra.
Lo sdegno deve far crescere responsabilità e consapevolezza. Gli amici di Grottaglie (TA) del comitato Vigiliamo per la discarica.
Forse non si scherza più, Gianni. Quella volta ti avevo messo in guardia dicendoti che ora che gli obiettivi si spostavano verso il cip6, contro gli inceneritori e i parchi eolici, non si trattava più di contrastare il personaggino politico locale che poteva essere facilmente individuato, ma inesorabilmente si sarebbe finiti per “sbattere” contro i giganti delle rinnovabili.
Adesso per prima cosa, per l’incolumità dei ragazzi della redazione, cancella i loro nomi dalla lista dei collaboratori del giornale, evitare di facilitare il “lavoro” di questi criminali assoldati da…. è il minimo.
Non scherziamo, hai detto bene, nessuno vuol fare l’eroe.
La cittadinanza ortese? Vuoto a perdere, salvo poche eccezioni, ti considerano un’intralcio al “quieto vivere”.
Con stima.
Gianni M.
Se tutto ciò è vero, vuol significare che le parole del direttore in merito alle ecomafie in prov. di foggia è tutta vile realtà .
Le ecomafie in prov. di foggia esistono? E’ ora di reagire.
Basta con i politici in vendita (in saldo) per 30 denari, ai grandi “imprenditori” che speculano sul territorio di noi italiani, vogliono rovinare il nostro futuro e quello dei nostri figli?
Bene è ora di agire…
Mi preoccupa solo la passività della maggioranza silente, non certo questi balordi prezzolati e i loro perfidi mandanti che strisciano solo col favore delle tenebre. Non sono esseri umani e valgono meno del letame. Un uomo che pensa e agisce alla luce del sole non ha nulla da temere. Lo Stato non è con i cittadini onesti, ma è compenetrato dalle mafie d’ogni calibro. Oggi ho fatto un salto nelle campagne di San Severo, dove l’En Plus di Rovigo sta costruendo una pericolosa quanto inutile centrale elettrica in società con l’Ansaldo Energia. Questo è l’inizio della fine. Quando i più se ne accorgeranno sarà tardi. La Natura è la nostra madre, eppure la violentiamo. Che senso della vita è mai questo? Se sarà il peggio sembrerà un incidente. Mai arrendersi prima di combattere. Su la testa!
Credo sia necessario più che mai iniziare a parlare e dire quali potrebbero essere le iniziative più efficaci da intraprendere per combattere l’orda di barbari che sta infestando il nostro territorio. La società civile e troppo divisa su questo, molto superficiale e scarso è il dibattito. Tutti sappiamo bene quali pericoli stiamo correndo in termini di salute e distruzione della nostra terra ma le idee sulle modalità di lotta sono molto numerose e spesso non presentano reali prospettive di successo. Qualche giorno fa ho partecipato ad un’importante riunione del Coordinamento delle associazioni e dei comitati della nostra regione ma c’era pochissima gente della Capitanata. Solo se troveremo insieme le strade da percorrere, senza personalismi ed inutili leaderismi potremo avere successo.