di Gianni Lannes
Siamo liberi, indipendenti e incondizionabili, ma il direttore non mette a repentaglio la vita e l’incolumità dei suoi collaboratori (alcuni dei quali già minacciati). Da oggi le pubblicazioni saranno congelate – fino a quando non percepiremo dei segnali positivi – poiché lo Stato di diritto è andato a farsi friggere ed il governo Berlusconi se ne infischia dei cittadini onesti. Il 24 novembre nonostante l’intervento in parlamento di Leoluca Orlando i rappresentanti governativi, vale a dire i nostri dipendenti, si sono eclissati. E’ vero non siamo in Libano o nella Jugoslavia pre-smembramento a tavolino, ma l’aria che si respira potrebbe mietere vite umane. Dal 29 giugno questo giornale è sotto tiro. Ben tre attentati, una minaccia di morte e varie intimidazioni non ci hanno piegato. Il 5 novembre il Gip del tribunale di Foggia archivia in tutta fretta il primo attentato poiché “Gli autori del fatto sono rimasti ignoti”. L’atto giudiziario a quella data è ancora secretato (sarà comunicato ai carabinieri il 6 novembre e allo scrivente soltanto il 10 novembre). Singolare coincidenza: alle 23,40 della stessa giornata si verifica un altro attentato. Proprio quel giorno avevo recuperato presso la procura della Repubblica di Lucera (FG) un fascicolo impolverato su una delle innumerevoli navi dei veleni e nel pomeriggio ero tornato ad occuparmi del peschereccio “Francesco Padre”, affondato dalla Nato nell’Adriatico orientale. Di chi è la regia occulta? E’ forse di carattere altamente istituzionale? Il procuratore capo signor Russo vuol favorire un’esauriente spiegazione dell’accaduto? A che punto sono le indagini giudiziarie relative agli attentati? Ho sporto numerose denunce ed ho fornito un quadro esauriente agli inquirenti. Non basta? Devo cercarli in prima persona i mandanti e gli esecutori materiali di questa strategia criminosa? Ribadisco il concetto: non intendo suicidarmi, godo di ottima salute (sono uno sportivo da sempre); ma se malauguratamente dovesse accadere qualcosa di spiacevole sembrerà un incidente. Solo qualche giorno fa, nonostante la presenza di una pattuglia dei carabinieri sotto casa, un ignoto è riuscito a terrorizzare la mia famiglia. Scusi signor prefetto Nunziante, questa sarebbe la protezione dello Stato? Siamo ancora vivi e vegeti perché abbiamo adottato delle personali misure cautelative, ormai da 5 mesi. Domenica scorsa don Giuseppe, al termine della messa mi ha espresso pubblicamente solidarietà dinanzi alle autorità e ai numerosi fedeli. Apriti cielo: il sindaco di Orta Nova (FG), tal Giuseppe Moscarella (votato dalla mafia: vedi intercettazioni telefoniche DDA Bari; lo stesso ha mandato in bancarotta le casse comunali) l’ha preso a male parole addirittura in chiesa. Il giorno seguente un assessore ha telefonato al prete per rincarare la dose. Il vescovo Felice Di Molfetta non ha nulla da eccepire? Le autorità giudiziarie locali si occuperanno mai delll’anomalia Moscarella e dei suoi soci in affari a spese della collettività? Allora possiamo fare ancora qualcosa? Ho il dovere di sperarlo e di essere contagioso. A questo serve la cultura. L’unico modo di combattere la paura di tanti è costruire speranze non solo per pochi. E’ fondamentale non lasciar manipolare le parole, il senso, il significato degli eventi e dei fatti. Il giornalismo d’inchiesta, sempre più in declino nello Stivale può ridare significato, a condizione di essere credibile e comprensibile. La speranza e la paura non sono esclusive, ma coinvolgono trasversalmente. Solo che la paura è passiva, la speranza va coltivata. La paura è una componente essenziale della nuova miseria, con l’intolleranza e la solitudine. Un giornalista d’altri tempi, Giuseppe Fava, assassinato dalla mafia il 5 gennaio 1984, mi ha insegnato una cosa fondamentale: “Scrivi ciò che vedi, senza farti condizionare dal contesto. Scrivi la verità che riesci a ricostruire, senza reticenze”. Come mai chi dice la verità in Italia viene denigrato, offeso, minacciato? Potere e denaro. Soldi facili che dilagano e corrompono, che si trasformano in omertà e alla fine in delitto. Non so quanti anni e quante generazioni occorreranno perché approdi una nuova leva di italiane/i che vogliano concretamente scrollarsi di dosso la coltre del silenzio. Dove sono i professionisti dell’antimafia, gli ambientalisti da salotto e gli intellettuali a tutto spiano? Forse, si sono rintanati nei soliti dibattiti a rimuginare stucchevoli litanie? Chissà se saranno i nostri figli o i nostri nipoti, chissà se riusciremo in breve tempo a seminare quel che serve a far germogliare di nuovo la sapienza delle madri e il coraggio dei padri o soltanto il sacrificio dei nonni, di quelli che hanno reso unica questa isola nel Mediterraneo, prima che l’egoismo e il criminale calcolo del privato profitto dei nipoti la riducesse in polvere. Ecco il nodo cruciale: ritrovare quantomeno la capacità di indignarsi, di reagire. Di chiedere che il bene di tutti venga prima dell’interesse di alcuni. Nel remoto 1962 Pier Paolo Pasolini (ammazzato misteriosamente) aveva scritto: “L’Italia sta marcendo in un benessere che è egoismo, stupidità, incultura, pettegolezzo, moralismo, coazione, conformismo: prestarsi in qualche modo a contribuire a questa marcescenza è, ora, il fascismo”. Su la testa: il destino è nelle nostre mani. A presto: il giornale è comunque aperto ai commenti!















Sono Ste, vivo ad Aosta e ringrazio il lavoro della redazione. Cercherò nn solo di diulgare il vostro giornale indipendente ma anche qualcosa di più. GRAZIE a tutti, qui tra le montagne avete dei “fedeli”. Ciao
In questa terra, dove siamo nati e che ci lega ad essa. La storia ci dovrebbe insegnare, chi eravamo e chi siamo oggi divenuti.
Provo solo dolore. Sempre più caro ci costa questo legame.
C’è chi “evade”, c’è chi resta. Combatte per cambiare lo “stato” delle cose.
Chi vive nelle grandi città ad esempio, “grazie” alle incentivazioni del governo, se tutto va bene gli aspetta cancro o tumore derivati dall’aria (il peggiore perchè invisibile) acqua,cibo, e ciò che “stiamo” riuscendo a inquinare nella nostra terra.
Questo è governare?!
C’è chi rischia di morire così. Giovani soprattutto (20-40 anni). Bel futuro.
C’è chi Falcone Borsellino insegnano, ci ha provato.
C’è chi è minacciato solo perchè informa.
Io scelgo di restare. voglio immaginare un futuro diverso.
Sono con voi. siamo di più!
lo so che dal difuori è facile a dirsi… ma cercate di non arrendervi. Stanno svanendo tutte le speranze in questo paese! Per quel poco che può servire… grazie di esserci!
Questa notizia e’ davvero un colpo al cuore.Mi dispiace da morire,ma vi capisco.Vi voglio bene e vi voglio dire grazie per quello che avete fatto e per quello che sono sicura continuerete a fare per i nostri figli.Avete tutta la mia solidarieta’.
Sono daccordo, prudenza per essere più efficaci, evitare che un’eccessiva esposizione possa compromettere tutto. Questo è il momento di mostrare saggezza e pazienza.
prudenza, giustizia, fortezza, temperanza
Occorrono tutte e quattro queste virtù cardinali, parola che deriva da “cardini”, sui quali deve girare la porta del nostro impegno, ora per aprirsi, ora per socchiudersi ora spalancarsi sulla realtà. E questo è il momento in cui deve prevalere la prudenza proprio per poter rafforzare la giustizia, la fortezza e la temperanza. Senza prudenza non ci può essere vera resistenza, ma solo temerarietà!
Non so chi l’abbia detto ma ogni giorno mi accogo che è sempre più vero. La Verità è rivoluzionaria. E per la Verità si può anche morire. E non potrebbero esistere Giustizia e Libertà senza Verità.
Tu sai ma non hai le prove? Stattene zitto, altrimenti ……
Tu sai ed hai le prove? Stattene zitto, altrimenti ……
Povera Civiltà Occidentale, come ti sei ridotta.
Dopo duemila anni di cristianesimo ci ritroviamo con i profeti disarmati ed i martiri della Verità, della Libertà, della Giustizia.
Tutta la mia solidarietà agli eroici, non trovo altra parola, Gianni Lannes ed ai suoi coraggiosi amici. Ho scoperto per caso Terra Nostra linkando da IL FATTO. Oramai sono troppo vecchio per pensare di vedere un altro 25 aprile. Questa volta mondiale. Ma i semi gettati germoglieranno.
Ciao Gianni; d’impulso Ti/vi direi di non fermarti/vi e ti/vi incoraggerei ad andare avanti, ma rispetto ogni tua/vostra decisione presa, la sicurezza che puntualmente non arriva mai, trasformata ormai in spot elettorali, e diventata oggetto di priorità ! Per qualsia cosa, attività non solo virtuale , sappiate che vi siamo vicini !
Michele e Valentina !
“Alzare la testa è diventato un dovere”
E’ davvero un peccato. Immagino che sia un grande sacrificio, per voi, scrivere la parola “STOP” ad un’informazione pura, semplice, utile ma soprattutto genuina e “politicamente daltonica”. E’ la vostra scelta. Ok. Ricordatevi, però, che “quella nuova leva di italiane/i che vogliono concretamente scrollarsi di dosso la coltre del silenzio” c’è già, forse è una minoranza, ma crede in voi.
Ho 17 anni, lo ripeto, e sono un giovane pieno di entusiasmo, ma questo “congelamento”, che mi sembra quasi un addio, mi scoraggia non poco.
Con affetto, buona fortuna
Giuseppe Bruno
Posso essere tuo padre e quasi tuo nonno.
Abbi pazienza ed entusiasmo, sii coraggioso e prudente, sii audace e saggio, la strada è ancora molto lunga ed il passo giusto è quello del montanaro esperto. C’è una sola battaglia che l’Uomo può vincere. Quella della Verità. O vinceremo questa battaglia o il pianeta è destinato a finire rapidamente. E questo insegnerai ai tuoi figli e nipoti.
Auguri.
Achille
non mollare,siamo tutti con Te..c’è ancora un’Italia, quella degna di essere scritta con la lettera maiuscola,che sta dalla tua parte…resistiamo per quelli che verranno!!!
Mi pare evidente che quella terra, come tantissime altre parti d’ Italia è nelle mani di uno dei Comitati d’ affari sui quali stava aprendo una finestra Luigi DeMagistris, una commistione micidiale di massonerìa, imprenditori, professionisti a volte insospettabii e stimati, magistrati, poteri locali dello Stato sul territorio.
E’ uno Stato che non può solo essere riformato. Deve essere rifondato sulla trasparenza e con la consapevolezza e la partecipazione di tutti.
Hai la mia piena solidariertà, divulgherò questa situazione ovunque posso arrivare sulla rete. Se lo stato è assente (per ovvie ragioni di interesse di chi amministra) i cittadini onesti devono fare la loro parte attivamente se non si vuole che questo paese diventi uno stato para-mafioso tipo quello Russo di Putin, come vorrebbe fare qualcuno molto in alto….
La tua parte, caro direttore, l’hai fatta con coraggio e dedizione, rischiando in prima persona, ora tocca anche a noi fare la nostra parte.
Direttore, sono con voi e vi appoggio in tutti i modi.
Mi son permesso di aprire un gruppo relativo su facebook di supporto.
Iscrivetevi e invitate gli altri.
Certe cose mi fanno troppo incazzare! :-/
Rosario
http://www.facebook.com/group.php?gid=183396444561
Direttore tu hai vinto la battaglia dell’intelligenza, hai seminato i nostri campi col seme della passione civile, hai fatto risvegliare le coscienze comodamente sopite, il valore pedagogico del tuo operato è inestimabile.Ora devi essere padre e marito, figlio e fratello. grazie
Stefania Scarpulla
Appunto, caro “speranza”, per questo motivo non stiamo andando da nessuna parte. Siamo fermi a questuare briciole al potente di turno e non ci sembra “conveniente” indignarsi e protestare. Siamo piccoli, mostriamo spesso timore e soggezione quando ci troviamo a dover affrontare con coraggio la nostra realtà, addirittura a volte ci facciamo beffe, soprattutto quando siamo in compagnia di altri nani come noi, di chi si è dimostrato un gigante, ma solo per nascondere la nostra pochezza. Guardate che chi attenta all’incolumità di Lannes (e di altri Giganti come lui) trae forza proprio dalla nostra inconsistente mollezza.
Non è così che ne usciremo, ci vorrà una rivoluzione copernicana.
Delusione e amarezza per chi come me e altre persone, TANTE,legge questo giornale fin dai suoi esordi!Il motto era: “Su la testa” come c’è scritto in un editoriale.Io la testa non la abbasso! Voi l’avete fatto!!!!
..é facile parlare così….nascosti dietro un nik….
sono mesi ormai che subiamo minacce e intimidazioni, il nostro Direttore e la sua famiglia adesso rischiano davvero la vita.
Tutti mandano messaggi di sostegno, ci dicono: “continuate così…” però non si può continuare così…ci sentiamo soli…abbandonati non solo dalle istituzioni ma anche dagli amici che fino a poco tempo fa ci seguivano nella lotta e dal popolo che non ha il coraggio di lottare per la propria vita e x il futuro dei propri figli.
La solidarietà non si dimostra solo con le parole ma sopratutto con i fatti…noi la testa non l’abbiamo mai abbassata e tutto quello che ci sta accadendo lo dimostra.
Isabella Antonacci
caro speranza, crearsi attorno a sè un bricciolo di sicurezza, non significa abbassare la testa ! Significa avere ed usare la TESTA ! Nella vita mi è capitato anche di accompagnare (scorta civile) testimoni di giustizia, e ti posso assicurare che prendere precauzioni, non significa abbassare la testa.
Michele Ranieri “Masciari”
Non so se può servirti, ma ti posso assicurare che sei contagioso.
La stima nei tuoi confronti è molto più ampia di quello che puoi immaginare, si vede poco perchè siamo piccoli piccoli…vergognosamente piccoli.
Un abbraccio, non mollare.
Continuiamo a definirci “piccoli” e non andremo mai da nessuna parte!
su la testa,su la testa,su la testa non dimentichiamoci di tenere sempre alzata la nostra testa e ora l’abbassiamo cosi???
Fava non l’ha fatto!!!
Lannes non mollare sei una speranza in questa puglia diventata schifosa!!!